nirvana

e poi a degna conclusione di una giornata di merda, tornando a casa, attraversi una piazza e parte l’irrigazione automatica. Zuppa dalla testa ai piedi, realizzi di essere diventata impermeabile, se non all’acqua almeno alla sfiga

e via

Bene, ultimamente il mondo sembra cospirare affinché io torni a impestare il web con i miei errori di ortografia. E secondo me è anche passato abbastanza tempo da considerarlo vintage, averci un blog. Comunque sia, ecco.

Non mi sembrava carino  risvegliare il povero Helmut dal suo torpore. Non è mica andato via,  è ancora qua, seduto in un angolo, come un bambino autistico. Ogni tanto reclama attenzioni, ogni tanto mi mostra i suoi successi fiero come un bambino che ha fatto un portacenere col DAS per la festa del papà che non  fuma.

Non so mica quanto tempo avrò da dedicarci, che sono una persona che c’ha un lavoro vero, ora. E pure figo, mi dicono. Invento cose, vedo troppa gente, su troppi fusi orari e mi impegno nella sistematica demolizione di quello che è stato il Mondo Così Come L’Ho Conosciuto per la prima parte della mia vita. E mi diverto da morire, il che, manco ce ne fosse bisogno, mi dona una certa arroganza.

Adesso possiamo contare tutti assieme i secondi che mancano al momento in cui una certa Amiqua mi rimprovererà di essermi identificata con il mio lavoro. Sono tante altre cose, tipo, ora sono quasi magra, ma come sempre non è questo il luogo se non per velate metafore.

e via.